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Fili di memorie lontane

Latina 2017

Il percorso artistico di Enrica Capone si è sempre snodato attraverso una costante ricerca di linguaggi espressivi che, partendo da una solida base figurativa, si sono evoluti nel tempo in un astrazione fatta di rimandi a un mondo fantastico di concezione quasi neoplatonica. Anche i materiali delle sue opere si sono via via arricchiti di insoliti connubi tra mezzi pittorici tradizionali e sostanze usualmente adoperate per altri scopi quali piombo fuso lamine metalliche e altri materiali.
(Elio Rumma)

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Dalla terra al cielo

Gualdo Tadino 2016

Quando l'arte ti prende l'anima, il respiro, i sensi: è nella terra che calpesti e negli orizzonti che scruti.
Quando l'arte diventa forma, luce, verità; quando svela un mistero o più semplicemente di conduce in esso. Quando l'arte è in grado di sopraffarti, quando ti abbraccia, ti respinge, quando ti costringe a guardare il cielo.

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Racconti di materia

Gubbio 2015

Di terra, di fuoco, di acqua e di aria, tutta l'opera di Enrica Capone sembra ispirarsi ai quattro elementi dominanti della natura e ai processi alchemici e di trasformazione che da essi scaturiscono.

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ARTEimage

 Terni 2015

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua mente è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”
Per le sue opere Enrica Capone utilizza l’ordito con filo oro, lamine di piombo, polveri di vetro, stucchi, sabbie e pigmenti. Materiali che si stagliano sulla iuta in rilievo, con ritmica scansione in armonico equilibrio. La figurazione appare inserita in una dimensione ovattata, quasi impalpabile, acquistando una connotazione dolorosa, addirittura drammatica. L’artista sembra quasi proporre una simbologia estetica collocata in una poetica intimista che raggiunge risultati di notevole interesse per la qualità stilistica e formale delle sue composizioni (Claudia Sensi)

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Gioco e Giocattolo 

Zagarolo 2014

Nell'opera di Enrica Capone, da un lato, il giocattolo si conferma tale, liberato dalla fragilità della carta per farsi carico di tutte le aspirazioni bambine che ha forse guidato in porto porto, dall'altro si fa bottiglia consegnata ai flutti, emotivi ed emozionali, alla ricerca di un'anima in grado di leggere e comprendere il suo messaggio.

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...di mare e di terra

Roma 2013

Che sia scultura, o pittura o collage non importa. E’ importante solo che sia materia. Una materia forte, carnosa, come è carnosa la terra, o la pelle arsa dal sole. Ma quella pelle può anche essere illuminata dalla luna, tramutarsi alchemicamente in acqua argentea, o in mercurio comune, e talvolta ha bisogno di partire dalla materia vile del piombo per poter operare la trasmutazione. E l'opera si organizza in strati geologicamente sovrapposti, per lasciar luogo a formazioni scistiche, che la mano d'artista, sostituendosi al tempo, disegna come lui tempo disegna l'età della terra, siglando il suo inesorabile passaggio; e lascia spazio soltanto ad una coerenza che tutto lega ad una appagante struttura che tutto collega, apparendo casuale solo a chi non conosce quanto la creazione sia frutto di costanti tentativi e quanto tempo deve impiegare il caso a provocare la bellezza
(Alessandro D’Ercole)

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Percorsi di memoria

Salerno 2011

La sabbia è la storia e la memoria dei luoghi, con una sua anima è un suo colore. E' il corpo della terra che si rende disponibile a divenire altra forma, modellata dalle mani, con la quale entrare in relazione, dialogare in silenzio nel gioco senza fine che riporta all'infanzia: impastare e mescolare e vedere cosa succede. E' la forza degli antichi gesti rituali. E' la grande alchimia della materia che si trasforma per divenire altro. E' il movimento lento e cadenzato del filo che penetra la juta e diventa segno, costringendoti a un rispetto del tempo, a una lentezza del fare artigiano, dimensione altra è alta del produrre

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Racconti di sabbia

L'Aquila 2005

La natura e la materia sono inscindibili nelle opere della Capone; sono il DNA dei vari accadimenti quotidiani nei quali hanno avuto un ruolo di priorità alterno o paritario; sono strettamente legati alla propria terra di origine che resta un referente costante e sollecitante della propria memoria. "Pompeiano" è uno di quei dipinti nei quali, già nel 2003, il colore-materia alludeva ai dipinti della città sepolta dalla lava ed alle "impronte" umane conservate nella cenere vulcanica.
(Emidio Di Carlo)

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