Racconti di Materia


Di terra, di fuoco, di acqua e di aria, tutta l’opera di Enrica Capone sembra ispirarsi ai quattro elementi dominanti della natura
e ai processi alchemici e di trasformazione che da essi scaturiscono.
Le sue opere sono collegate ai momenti ancestrali dell’universo, in cui tutto si muove con vemente energia
conquistando nuove forme e nuovi spazi.
Il bianco, il giallo ocra e tutti i colori caldi delle terre, cuciti assieme da trame della memoria, conquistano volumi
inaspettati e si dilatano grazie al gesto materico che Enrica Capone è in grado di infiggere sulla
tela, producendo un’immagine vocata all’infinito e che si irradia sapientemente oltre lo spazio
serrato del supporto artistico. A guardare bene, come in uno specchio, ci si trova immersi in orizzonti non troppo lontani
dalla nostra quotidianità: è un tramonto, è il mare, è il cielo calmo d’estate, è il profondo di noi stessi.
Originale e allo stesso tempo identificativo è, invece, l’inserimento del nome Enrica Capone nell’opera,
che come in un mantra, si ripete a stretto ritmo, liberando un’energia che avvolge lo spettatore e lo conduce verso luoghi lontani.
E dall’oscura profondità anche la materia si libera attraverso ruvide sabbie, lamine di piombo e di rame,
inserimenti di vetro e superfici ferite da crateri. Dall’amalgama degli elementi pian piano tutto si
ricompone con incredibile equilibrio estetico. Si rimane così sospesi in scenari di quiete e mistero
che si fanno portavoce di nuovi percorsi di consapevolezza.
 

 

Katia Monacelli