Dia Logon

di Fausta Gabrielli

-Dunque, fai una personale!
-Si, e mi piacerebbe che scrivessi una cosa per me.
-Lo sai come vedevo le tue figure fanciulle.
-Mi ricordo, pensavi all'orizzontre che non c'era....
-Non te l'ho mai detto. Io le vedevo come proiezioni pittoriche 
di voyeristiche visioni oniriche.
-Forse lo sono.
-Mi venne in mente un certo Odisseo che, indagando il limes,
navigava tra gli elementi ostili - o stili .....carino!!!
-Beh lui guardava alle terre e ai mari sconosciuti con questa donna in mente, 
lontano da ogni approdo.
-Vuoi dire modernamente una specie di ossessione?
-Non so, ma perchè poi no? Dipingi riflettente levigatezza di pelle
e assorbente fluidità di capelli mentre la corporeità,i volumi sono sfuggenti
-Non sempre, a volte sono preponderanti anche se il segno è leggero.
-Quello che indaghi veramente è la crosta, la pelle di roccia.
L'intreccio di pieghe gonfie, rughe penetranti e oscurità.
-Vuoi dire fratture?
-Voglio dire che ERnrica/Odisseo ha in mente e porta con sé terre e sabbie, polvere e roccce.
Cercatrice d'oro di una terra oltre il limes, ha negli occhi morfologie
e anatomie senza cieli e senza sguardi. E nella mente un concetto altro per cui Psiche è Amore